In Gazzetta il “Decreto Sud”: ecco le misure per la crescita del Mezzogiorno

In vigore dal 21 giugno il “Decreto Sud” che prevede: misure rivolte a giovani imprenditori, istituzione di zone economiche speciali, valorizzazione di particolari aree in stato di abbandono e semplificazioni procedurali.

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dl 20 giugno 2017, n. 91 recante Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il provvedimento introduce nuovi strumenti volti a sostenere la crescita economica e occupazionale nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, attraverso:

  • l’individuazione di nuovi incentivi per i giovani imprenditori
  • l’introduzione di procedure semplificate

Il dl, che segue il decreto Mezzogiorno n. 243/2016, si rivolge nello specifico ai giovani imprenditori del Sud e a particolari aree economiche speciali.

Di seguito elenchiamo le misure più interessanti.

“Resto al Sud”

Resto al Sud è una misura a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno di età compresa tra i 18 ed i 35 anni che non dispongono di mezzi propri per avviare un’attività propria.

Ciascun richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 40.000 euro.

I finanziamenti sono così articolati:

  • il 35% come contributo a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura
  • il 65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito in base alle modalità definite, rimborsato entro 8 anni dalla concessione del finanziamento

Sono finanziate le attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria, ovvero relativi alla fornitura di servizi.

Valorizzazione terreni abbandonati o incolti e immobili in stato di abbandono

Per rafforzare le opportunità occupazionali e di reddito dei giovani nel Mezzogiorno, è individuata la procedura di valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono, ossia:

  • terreni agricoli sui quali non sia stata esercitata l’attività agricola minima da almeno 10 anni
  • terreni oggetto di rimboschimento artificiale o in cui sono insediate formazioni arbustive ed arbore
  • aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo, che risultino in stato di abbandono da almeno 15 anni

Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, i Comuni dovranno provvedere ad una ricognizione complessiva dei beni immobili e terreni agricoli. L’elenco dei beni di cui al precedente periodo è aggiornato con cadenza annuale.

I beni possono essere dati in concessione, per un periodo non superiore a 9 anni rinnovabile una sola volta, ai soggetti con età compresa tra i 18 e i 40 anni, previa presentazione di un progetto volto alla valorizzazione e all’utilizzo del bene.

Istituzione di zone economiche speciali – Zes

Disciplinate le procedure per l’istituzione delle Zes (zone economiche speciali) che si concentreranno nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate.

Per l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali le aziende già operative e quelle che si insedieranno nella Zes, possono beneficiare di speciali condizioni, in relazione alla natura incrementale degli investimenti e delle attività di sviluppo di impresa.

In pratica potranno usufruire delle seguenti tipologie di agevolazioni:

  • procedure semplificate
  • accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della Zes
  • verranno riservate agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al Sud

Semplificazioni

Infine, da segnalare anche l’introduzione di strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati:

  • semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno
  • proroga al 31 luglio 2018 del termine per gli investimenti che possono godere dei benefici fiscali previsti dalle disposizioni sull’Iperammortamento
  • misure urgenti ambientali in materia di classificazione dei rifiuti

Previsti, inoltre:

  • interventi finanziari a favore dell’imprenditoria giovanile in agricoltura e di promozione delle filiere del Mezzogiorno
  • valorizzazione di terreni abbandonati o incolti e di beni immobili in stato di abbandono
  • ulteriori misure in favore dell’occupazione nel Mezzogiorno

FONTE: “BibLus-net by ACCA – biblus.acca.it“.

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