Pubblicato il nuovo modulo per accedere al Fondo per la sospensione dei mutui sulla prima casa

Roma, 30 marzo 2020 – È stata pubblicata la nuova modulistica, aggiornata e semplificata rispetto al modello precedente, per presentare la domanda di sospensione del mutuo tramite l’accesso al Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa.
Per facilitare e velocizzare ulteriormente le procedure, il nuovo modello, reperibile sui siti del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Consap e dell’Abi, potrà essere compilato direttamente online ed inviato secondo le modalità indicate da ciascuna banca.

A seguito della firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo dell’art. 54 del DL “CuraItalia” che integra la disciplina del cosiddetto fondo Gasparrini, che prevede il diritto, per i titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà previste dal regolamento, di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.
In seguito all’emergenza Covid, l’operatività del fondo Gasparrini è stata estesa, consentendo di accedere al medesimo anche ai lavoratori dipendenti con riduzione o sospensione dell’orario di lavoro (ad esempio per cassa integrazione) per un periodo di almeno 30 giorni e ai lavoratori autonomi e ai professionisti che abbiano subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019. Inoltre, per tutte le ipotesi di accesso al Fondo:

  • non è più richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE);
  • è possibile beneficiare anche per chi ha già fruito in passato della sospensione (purché l’ammortamento sia ripreso da 3 mesi);
  • è stato previsto che il Fondo sopporti il 50% degli interessi che maturano nel periodo della sospensione.

Per ottenere rapidamente la sospensione del mutuo il cittadino, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo e che si trovi nelle situazioni in cui è previsto l’intervento dello stesso, deve prendere contatto con la banca che ha concesso il mutuo, la quale dietro presentazione della documentazione necessaria procede alla sospensione del finanziamento.




UNIMPRESA e CONF.A.I.L. – Il protocollo di sicurezza anti-contagio COVID-19

In considerazione delle dimensioni del fenomeno epidemico COVID-19, che interessa più ambiti lavorativi sul territorio nazionale che possono continuare a svolgere la loro attività, si rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di prevenzione elaborati.

UNIMPRESA e CONF.A.I.L. hanno emanato un protocollo di sicurezza anti-contagio, messo a disposizione delle aziende.

In seguito alla descrizione di quello che è il COVID-19, gli effetti sull’uomo, l’indicazione delle definizioni dei termini più frequenti legati all’epidemia in oggetto, si forniscono ai Datori di lavoro informazioni e documenti utili per la gestione del rischio.

L’emergenza riguarda diverse tipologie di aziende e il protocollo ha lo scopo di fornire indicazioni specifiche per i vari settori lavorativi.

Ciascun datore di lavoro con la collaborazione ed il supporto del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente, dovrà verificare le modalità di adozione di tali indicazioni negli ambienti di lavoro della propria azienda.

Ecco il protocollo stipulato




Istruzioni Unimpresa per Invio Domanda Indennità Covid-19

L’INPS con il Messaggio n. 1381 del 26 marzo 2020 ha definito le modalità per richiedere il bonus 600 euro per le partite IVA e le domande potranno essere presentate dal 1° aprile. 

Ecco le istruzioni per la domanda bonus 600 euro per partite IVA e iscritti alla gestione AGO dell’INPS.




Coronavirus. Scarica il nuovo modello dell’autocertificazione aggiornato al 26 marzo 2020

26/03/2020 – Cambia ancora in modulo per l’autocertificazione sugli spostamenti durante l’emergenza Coronavirus. Scarica di seguito il file in pdf.




Decreto Ministeriale 25 marzo 2020 – Nuovo Coronavirus. Modifiche al DPCM 22 marzo 2020

Pubblichiamo il Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico relativo chiarimenti ed aggiornamento dei codici ATECO delle attività essenziali che possono esercitare, in vigore dal 26.03.2020.




Coronavirus. Scarica il modello dell’autodichiarazione aggiornato al 23 marzo 2020 (in word e pdf)

Il D.P.C.M. 22 marzo 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 76 del 22 marzo, ha rimodulato le indicazioni relative al sistema di misure per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Sono state riviste in modo restrittivo le circostanze che legittimano gli spostamenti al di fuori della propria abitazione. Ciò ha comportato un aggiornamento del modello di autodichiarazione da compilare per motivare lo spostamento stesso.
Ci si può quindi muovere soltanto per i seguenti motivi: comprovate esigenze lavorative, esigenze di assoluta urgenza e motivi di salute.
Il nuovo D.P.C.M. abolisce la previsione, contenuta, nell’art. 1, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 8 marzo 2020, che assicurava il rientro tout court nel luogo di domicilio, abitazione o residenza.
Tale rientro è consentito solo nel caso in cui lo spostamento all’esterno è connesso ai motivi sopra elencati. Ad esempio, rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro. Rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi in cui l’interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazione ferroviari) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione.




Coronavirus, firmato il Dpcm 22 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il dpcm che introduce ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

Di seguito il testo del Dpcm.

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IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020; 

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, applicabili sull’intero territorio nazionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.62 del 9 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.64 del 11 marzo 2020”;

Vista l’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 20 marzo 2020;

Vista l’ordinanza del Ministro dell’interno e del Ministro della salute del 22 marzo 2020 recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da CO-VID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale; 

Ritenuto necessario adottare, sull’intero territorio nazionale, ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea; 

Tenuto conto delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico di cui all’art. 2 dell’ordinanza del Capo del dipartimento della protezione civile in data 3 febbraio 2020, n. 630, nelle sedute del 28 febbraio 2020 e del 1° marzo 2020;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, e per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni; 

DECRETA:

ART. 1
(Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale)

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale sono adottate le seguenti misure:

  • a) sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate nell’allegato 1 e salvo quanto di seguito disposto. Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020. Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020. L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze; 
  • b) è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse;
  • c) le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
  • d) restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa;
  • e) sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146. Resta tuttavia ferma la sospensione del servizio di apertura al pubblico di musei e altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice beni culturali, nonché dei servizi che riguardano l’istruzione ove non erogati a distanza o in modalità da remoto nei limiti attualmente consentiti;
  • f) è sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza;
  • g) sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale;
  • h) sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.

2. Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell’interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.

3. Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.

4. Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Art. 2.
(Disposizioni finali)

1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del Ministro della salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

2.  Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Roma, 22 MARZO 2020

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 

IL MINISTRO DELLA SALUTE
 

allegato 1

Allegato 1 al Dpcm 22 marzo 2020 (.pdf)




Emergenza COVID-19 (Coronavirus). Indicazioni Vigili del Fuoco di L’Aquila su utilizzo mascherine

In allegato un vademecum sull’utilizzo delle mascherine protettive per l’emergenza Covid19 (Coronavirus).

Sostanzialmente va ricordato che le FFP2 e FFP3 con valvola sono SCONSIGLIATISSIME per la popolazione, attività alimentari o addetti ai banchi del fresco e uffici aperti al pubblico. Dalla VALVOLA della Mascherina fuoriescono le esalazioni (che equivale a DIFFONDERE il possibile contagio, è come non averle).




COVID-19. Indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da Coronavirus nell’ambito delle strutture residenziali sociosanitarie

In Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), a seguito dell’epidemia da COVID-19 ha predisposto la pubblicazione di una serie di rapporti tecnici volti a fornire indicazioni agli operatori sanitari. Questo documento, nello specifico, fornisce indicazioni per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 nell’ambito delle strutture residenziali sociosanitarie. Un documento importante considerando che sia gli anziani che le persone affette da gravi patologie neurologiche, croniche e da disabilità sono popolazioni fragili e a maggior rischio di evoluzione grave se colpite da COVID-19. Inoltre, è importante sottolineare che queste strutture, così come altre comunità semichiuse, sono anche a maggior rischio di microfocolai epidemici.

Autori del documento: Fortunato “Paolo” D’Ancona (ISS), Antonella Agodi (Università di Catania), Luigi Bertinato (ISS), Paolo Durando (Università di Genova), Ottavio Nicastro (Coordinamento Rischio Clinico Commissione Salute, Bologna), Maria Mongardi (Università degli Studi di Verona), Maria Luisa Moro (Agenzia sanitaria e sociale regionale Emilia-Romagna), Angelo Pan (ASST Cremona), Annalisa Pantosti (ISS), Nicola Petrosillo (Istituto Nazionale per le Malattie Infettive), Gaetano Privitera (Università di Pisa), con la collaborazione di Benedetta Allegranzi (OMS).

FONTE: www.epicentro.iss.it/




INAIL – Covid19. Sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei premi assicurativi

Emergenza epidemiologica da COVID-19. Sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei premi assicurativi e altre misure urgenti.

Il decreto legge 2 marzo 2020, n. 9 ha disposto misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nell’ambito delle misure in questione, è stata prevista la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei premi per l’assicurazione obbligatoria. […]

FONTE: www.inail.it/




Decreto “Cura Italia” 17 marzo 2020, n. 18 pubblicato in gazzetta ufficiale

18/03/2020 – E’ stato pubblicato nella notte, con una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, il Decreto “Cura Italia”, Decreto legge numero 18 del 17 marzo 2020, che introduce misure di potenziamento del Ssn e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Tra le misure più importanti ritroviamo senz’altro stop mutui prima casa, canone RAI e bollette più basse. Per la Sanità sono stanziati quasi 3 miliardi di euro (in particolare 1,5 miliardi al sistema sanitario nazionale e altri 1,5 miliardi al Fondo per le emergenze nazionali presso la Protezione civile).

Previsti ammortizzatori sociali per altre 9 settimane a partire dall’entrata in vigore del decreto. In particolare, la cassa integrazione sarà estesa anche alle imprese con meno di 5 dipendenti, coprendo un periodo appunto di 9 settimane. Sono state bloccate poi le procedure di licenziamento intervenute a partire dal 23 febbraio.

Ad oggi previsti 600 euro di contributo una tantum per le partite IVA. Questa misura, che sarà quasi sicuramente prorogata anche per il mese di aprile, è affiancata anche da uno slittamento del termine di scadenza per il pagamento dei contributi. La nuova data da tenere presente adesso è il prossimo venerdì mentre, per il periodo successivo, si è aperta una proroga fino al 31 maggio.




ATTENZIONE!!! Dal Ministero dell’interno il nuovo modello per le autodichiarazioni

Aggiornamento martedì 17 marzo 2020

Integrazione sul divieto assoluto di mobilità per i soggetti in quarantena o affetti da “COVID-19”

È on line il nuovo modello di autodichiarazioni in caso di spostamenti che contiene una nuova voce con la quale l’interessato deve autodichiarare di non trovarsi nelle condizioni previste dall’art. 1, comma 1, lett. c) del D.P.C.M. 8 marzo 2020 che reca un divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus “COVID-19”.

Il nuovo modello prevede anche che l’operatore di polizia controfirmi l’autodichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante. In tal modo il cittadino viene esonerato dall’onere di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità.




Covid-19. Ecco la tabella con i codici ATECO di chi resta aperto e chi resta chiuso

Con il DPCM dell’11 marzo 2020, il Governo sospende per 14 giorni su tutto il territorio nazionale le attività commerciali al dettaglio, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti).

Ma ecco nel dettaglio quali attività possono restare aperte e quali si fermano secondo il DPCM .

Scarica la tabella con i codici ATECO delle attività.




Covid-19. Firmato il protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

Oggi, sabato 14 marzo 2020, è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Il Protocollo è stato sottoscritto su invito del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro dell’economia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro della salute, che hanno promosso l’incontro tra le parti sociali, in attuazione della misura, contenuta all’articolo 1, comma primo, numero 9), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, che – in relazione alle attività professionali e alle attività produttive – raccomanda intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Il Governo favorisce, per quanto di sua competenza, la piena attuazione del Protocollo.

Scarica di seguito il documento “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”




Nuove scadenze fiscali per l’emergenza coronavirus

Nuove scadenze fiscali per effetto del decreto Coronavirus: slitta al 30 settembre 2020 l’invio del 730 precompilato. Ecco la tabella con tutte le proroghe.

Il Coronavirus riscrive il calendario fiscale del 2020 con nuove scadenze fiscali.

A seguito dell’emanazione del dl n. 9/2020, recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, l’Agenzia delle Entrate ha prorogato il termine di alcune scadenze.

La proroga riguarda l’intero territorio nazionale, al fine di poter gestire al meglio l’emergenza.

Nuove scadenze fiscali

Diverse, quindi, le date di scadenze prorogate per l’emergenza Coronavirus in base al decreto COVID-19.

Invio dati utili per la dichiarazione precompilata

Prorogato dal 28 febbraio al 31 marzo il termine entro cui gli enti esterni (ad esempio: banche, assicurazioni, enti previdenziali, amministratori di condominio, università, asili nido, veterinari, ecc.) devono inviare i dati utili per la dichiarazione precompilata.

Il Governo andando incontro alle difficoltà di professionisti ed alle imprese ha dato più tempo agli operatori per comunicare i dati necessari alla predisposizione del 730 precompilato: dai redditi percepiti dai lavoratori alle spese che danno diritto agli oneri detraibili.

In base a quanto stabilito dal dl fiscale 2020, dal 2021 la scadenza ordinaria sarà il 16 marzo.

Certificazione Unica

Slitta dal 7 al 31 marzo 2020 il termine entro cui i sostituti di imposta devono trasmettere la Certificazione Unica.

Prevista, quindi, la proroga a fine marzo per l’invio telematico delle certificazioni uniche dei lavoratori dipendenti e di tutti gli altri soggetti interessati dalla dichiarazione dei redditi precompilata.

Messa a disposizione della dichiarazione precompilata

Slitta dal 15 aprile al 5 maggio 2020 il giorno in cui sarà messo a disposizione dei contribuenti la dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia delle Entrate: il 730 precompilato 2020 e il modello Redditi precompilato 2020.

Invio 730 precompilato

Prorogata dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato, ossia della dichiarazione dei redditi tramite 730. Si precisa, inoltre, che l’invio al sistema Tessera sanitario dei dati relativi alle spese sanitarie rimane fissato al 31 gennaio 2020.

Di seguito la tabella riepilogativa sulla base delle proroghe introdotte dal decreto Coronavirus varato dal Governo il 28 febbraio scorso:

Adempimento fiscale Scadenza  Proroga
Invio dei dati utili per la dichiarazione precompilata 28 febbraio 2020 31 marzo 2020
Trasmissione Certificazione Unica 7 marzo 2020 31 marzo 2020
Disponibilità della dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia delle Entrate 15 aprile 2020 5 maggio 2020
Invio 730 precompilato 23 luglio 2020 30 settembre 2020

FONTE: “BibLus-net by ACCA – biblus.acca.it