Fisco: Unimpresa, tasse al top a Roma, Torino e Napoli

Tabella-Mappa-fisco-locale-9-aprile-2016La mappa del fisco locale in Italia: aliquote pesantissime in sette città. A Roma 4,82% di Irap, 4,23% di addizionali Irpef, 1,06% di Imu; a Torino 4,13% di addizionali Irpef, 1,06% di Imu e 0,33% di Tasi; a Napoli 4,97% di Irap, 1,06% di Imu e 0,33% di Tasi; a Genova e Bologna 3,13% di addizionali Irpef, 1,06% di Imu e 0,33% di Tasi; ad Ancona 4,73% di Irap, 1,06% di Imu e 0,33% di Tasi; a Campobasso 4,97% di Irap, 3,43% di addizionali Irpef, 1,06% di Imu. Il presidente Longobardi: “Troppe differenze di tasse a livello territoriale, serve un ragionamento complessivo e una riforma fiscale organica”.

Sono Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso le città “più tassate” d’Italia: sono i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi. Queste sette città hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case. Con due “punti”, nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo “punto”, invece, per Milano, Cagliari, L’Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate. E’ quanto risulta dalla “Mappa del fisco locale in Italia” realizzato dal Centro studi di Unimpresa. L’analisi dell’associazione – basata su dati dell’Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze – prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l’Imu e la Tasi. La classifica è stata realizzata sulla base di “punti” attribuiti alle città e alle relative regioni che applicano aliquote particolarmente elevate nei quattro principali tributi pagati anche su base territoriale. In totale sono stati assegnati 41 “punti”.

Sono dunque sette le città col fisco al top, con tre “punti” assegnati su un massimo di quattro dal Centro studi di Unimpresa: a Roma si paga il 4,82% di Irap, il 4,23% di addizionali Irpef, l’1,06% di Imu; a Torino si paga il 4,13% di addizionali Irpef, l’1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Napoli si paga il 4,97% di Irap, l’1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Genova e Bologna si paga il 3,13% di addizionali Irpef, l’1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; ad Ancona si paga il 4,73% di Irap, l’1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Campobasso si paga il 4,97% di Irap, il 3,43% di addizionali Irpef, l’1,06% di Imu.

Venezia col fisco light

Due punti, nella classifica di Unimpresa sul fisco locale, ad altre sette città: Firenze (per l’Imu all’1,06% e la Tasi allo 0,33%), Palermo (per l’Irap al 4,82% e l’Imu all’1,06%), Perugia (per l’Imu all’1,06% e la Tasi allo 0,33%), Bari (per l’Irap al 4,82% e l’Imu all’1,06%), Potenza (per l’addizionale Irpef al 3,13% e l’Imu all’1,06%), Trieste (per l’Imu all’1,06% e la Tasi allo 0,33%) e Catanzaro (per l’Irap al 4,82% e l’Imu all’1,06%). Milano (per l’Imu all’1,06%), Cagliari (per la Tasi allo 0,33%), L’Aquila (per l’Irap al 4,82%), Aosta (per l’Imu all’1,06%), Trento (per la Tasi allo 0,35%) e Bolzano (per la Tasi allo 0,40%) hanno invece un solo “punto”. Venezia (che ha zero “punti”) è l’unica città dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.

Per quanto riguarda l’Irap, l’aliquota più alta, pari al 4,97%, si trova a Napoli (Campania) e Campobasso (Molise), mentre a Roma (Lazio), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Catanzaro (Calabria) e l’Aquila (Abruzzo) il prelievo dell’imposta regionale sulle attività produttive si attesta al 4,82%.

Per quanto riguarda l’Irpef, la somma delle addizionali comunali e regionali porta il prelievo più alto a Roma: nella Capitale d’Italia l’aliquota totale è del 4,23%, considerando il 3,33% della regione Lazio e lo 0,90% del Comune; seguono, poi, Torino col 4,13% (3,33% del Piemonte e 0,80% del Comune), Campobasso col 3,43% (2,63% del Molise e 0,80% del Comune) e col 3,13% Genova (2,33% della Liguria e 0,80% del Comune), Bologna (2,33% dell’Emilia Romagna e 0,80% del Comune) e Potenza (2,33% della Basilicata e 0,80% del Comune).

Per quanto riguarda l’Imu, l’aliquota massima (1,06%) è applicata in 16 grandi città su 21 esaminate nel rapporto: Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Potenza, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Trieste, Ancona, Catanzaro, Milano e Aosta. Si “salvano” solo Cagliari (0,96%), L’Aquila (0,81%), Trento (0,895%), Bolzano (1,00%) e Venezia (0,81%).

Per quanto riguarda la Tasi, l’aliquota più alta è a Bolzano (0,40%) mentre a Trento si paga lo 0,35%. Le altre città “più tassate” sul versane del mattone, con un’aliquota pari allo 0,33%, sono: Torino, Napoli, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Trieste, Ancona, Cagliari, Trento e Bolzano.

Longobardi: “Serve un ragionamento complessivo e una riforma fiscale organica”

“Ci sono troppe differenze a livello territoriale per quanto riguarda il prelievo fiscale e si tratta di differenze che non aiutano la ripresa così come gli investimenti delle imprese. Serve un ragionamento complessivo, che il governo dovrà fare quando, auspichiamo al più presto, vorrà lavorare a una serie riforma tributaria che deve essere organica” dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commentando i dati della ricerca.

Tabella-Mappa-fisco-locale-9-aprile-2016




Legge di stabilità 2016: la mappa delle più importanti misure fiscali

ContabilitàIl provvedimento con le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato è formato da un solo articolo, con 999 commi. Tante le novità in ambito tributario.

Esenzione Tasi per l’abitazione principale “non di lusso”; proroga dei bonus “potenziati” per le ristrutturazioni e gli interventi finalizzati al risparmio energetico; agevolazioni “prima casa” anche prima di vendere la precedente; credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; maxi-ammortamenti dei costi sostenuti da imprenditori e professionisti per l’acquisto di beni strumentali nuovi; partenza anticipata al 1° gennaio 2016 delle nuove sanzioni amministrative; esclusione dall’Irap per i settori agricoltura e pesca; “bonus mobili” a favore delle giovani coppie che comprano e arredano l’abitazione principale; nuove detrazioni Irpef per chi compra casa tramite locazione finanziaria o un immobile a elevate prestazioni energetiche.
Sono solo alcune delle innumerevoli misure fiscali contenute nella legge di stabilità per il 2016 (legge n. 208/2015), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre, Supplemento ordinario n. 70.
A seguire una sorta di rubrica per ricercarle più agevolmente, con indicazione dei commi di riferimento.

Clausole di salvaguardia
– Bloccati gli aumenti di Iva e accise già programmati per il 2016 (5-7)
– Aumento delle accise in caso di gettito dalla proroga della voluntary inferiore alle attese (958-959)

Reddito da lavoro dipendente degli atleti professionisti (8)
Non vi rientra più una quota dei compensi pagati dalle società sportive ad agenti e procuratori

Fiscalità locale sugli immobili
– Esenzione Tasi per l’abitazione principale non classificata A/1, A/8 o A/9 (14)
– Riduzione al 50% della base imponibile Imu per gli immobili dati in comodato a genitori o figli (10)
– Nuovi criteri per l’esenzione Imu dei terreni agricoli (13)
– Riduzione della tassazione Tasi per i “beni merce” (14)
– Esclusione dalle imposte immobiliari dei macchinari “imbullonati” (21)
– Riduzione del 25% di Imu e Tasi per gli immobili locati a canone concordato (53-54)
– Possibilità per i Comuni di confermare la stessa maggiorazione Tasi (fino allo 0,8‰) del 2015 (28)
– Sospesi eventuali aumenti di tributi e addizionali (esclusa la Tari) spettanti a Regioni e Comuni (26)
– Cancellata la norma che prevedeva l’introduzione dell’imposta municipale secondaria (25)

Borse di studio (50-52)
Esenzione per quelle del programma Erasmus plus e per quelle erogate dalla provincia di Bolzano

Agevolazione “prima casa” (55)
Spetta anche se ancora si possiede la “vecchia” abitazione, purché la si venda entro un anno

Detrazione Irpef per acquisto di abitazioni di classe energetica A o B (56)
È pari al 50% dell’Iva pagata all’impresa costruttrice e va ripartita in dieci quote annuali costanti

Piani di ricomposizione e di riordino fondiario promossi dagli enti territoriali (57)
I relativi atti e provvedimenti sono esenti dalle imposte di registro, di bollo e ipocatastali

Edilizia convenzionata (58)
Atti di trasferimento delle aree con imposta di registro fissa ed esenzione dalle ipocatastali

Registrazione del contratto di locazione relativo a immobili ad uso abitativo (59)
Riscritta la norma che disciplina i “patti contrari alla legge” – articolo 13 della legge 431/1998

Ires
– Dal 2017, l’aliquota di tassazione passerà dal 27,5% al 24% (61)
– Dal 2017, scenderà all’1,20% l’aliquota della ritenuta sugli utili corrisposti ai soggetti Ires (62)
– Introdotta dal 2017, per gli enti creditizi e finanziari, un’addizionale di 3,5 punti percentuali (65)
– Dal 2017, per gli enti creditizi e finanziari, integrale deducibilità degli interessi passivi (67-69)

Irap
– Sancita, a decorrere dal 2016, l’esenzione per il settore agricoltura e pesca (70-72)
– Deduzione del costo del lavoro stagionale, nel limite del 70% (73)
– Dal 2016, aumenta di 2.500 euro la deduzione forfetaria spettante ai soggetti passivi “minori” (123-124)
– Esclusi i medici convenzionati con ospedali se in quelle strutture realizzano più del 75% del loro reddito complessivo (125)

Detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio (74)
Confermata per il 2016 la misura maggiorata al 50%, su un tetto di 96.000 euro per immobile

Detrazione per interventi di riqualificazione energetica
– Confermata per il 2016 la misura maggiorata al 65% (74)
– Possibilità per chi è nella no tax area di cedere, ai fornitori, il credito per lavori condominiali (74)
– Spetta anche agli Iacp per interventi su loro immobili adibiti a edilizia residenziale pubblica (87)
– Anche per dispositivi di controllo a distanza di impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda (88)

Bonus arredi (74)
Confermata per il 2016 la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici

Bonus mobili per giovani coppie che comprano l’abitazione principale (75)
Per il 2016, detrazione del 50% su un importo massimo di 16.000 euro

Acquisizione dell’abitazione principale tramite leasing (76-84)
Detrazione Irpef dei canoni e del costo di acquisto finale – Imposta di registro ridotta

Incentivi per la sostituzione, mediante demolizione, di autocaravan “euro 2” o inferiori (85-86)
8.000 euro di sconto sul prezzo di acquisto di ogni nuovo veicolo classificato almeno “euro 5”

Ammortamento beni strumentali per titolari di redditi d’impresa, artisti e professionisti (91-97)
Maggiorazione del 40% del costo dei beni acquistati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016

Investimenti in bei strumentali nuovi nel Mezzogiorno (98-108)
Credito d’imposta per le sole imprese, in misura diversa a seconda delle dimensioni aziendali

Regime forfettario per imprenditori, artisti e professionisti di “dimensioni ridotte” (111-113)
Modificata la disciplina introdotta dalla Stabilità 2015 per ampliare la platea dei beneficiari

Cessione o assegnazione agevolata di beni ai soci (115-120)
Sostitutiva dell’8% ovvero del 10,5% per le non operative in almeno due dei tre anni d’imposta precedenti

Esclusione dei beni immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa individuale (121)
Sostitutiva dell’8% sulla differenza tra valore normale dei beni e valore fiscalmente riconosciuto

Note di credito Iva (126-127)
Completamente riscritto l’articolo 26 del Dpr 633/1972 “Variazioni dell’imponibile o dell’imposta

Estensione del meccanismo del reverse charge (128)
Riguarda le prestazioni di servizi rese dalle imprese consorziate al consorzio di appartenenza

Termini per l’accertamento delle imposte (130-132)
– Un anno in più per quelli ordinari. Niente raddoppio dei termini in caso di reati tributari
– Proroga di un anno per gli accertamenti relativi agli elementi oggetto di voluntary disclosure

Riforma del sistema sanzionatorio amministrativo tributario (133)
Anticipata di un anno, al 1° gennaio 2016, l’entrata in vigore delle nuove disposizioni

Riammissione al pagamento rateale di debiti tributari (134-138)
Riguarda chi ha perso il beneficio della dilazione nei 36 mesi antecedenti al 15 ottobre 2015 in relazione alle somme dovute a seguito di accertamento con adesione o di acquiescenza

Fiscalità internazionale (142-147)
Modificata la deducibilità dei costi per operazioni con Paesi black list e la disciplina delle Cfc

Patent box (148)
Ritocchi al regime fiscale agevolato per i redditi derivanti da opere di ingegno, marchi e brevetti

Canone Rai (152-160)
Dal 2016 scende a 100 euro. Dai titolari di utenze elettriche sarà pagato direttamente in bolletta

Premi di produttività (182-190)
A regime la tassazione sostitutiva al 10% degli emolumenti variabili dei lavoratori del “privato”

Rientro di lavoratori dall’estero (259)
Benefici prorogati fino al 2017, anche per i soggetti rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015

No tax area per i pensionati (290)
È innalzata dal 2016, in virtù degli aumentati importi delle detrazioni Irpef loro spettanti

Art bonus (318-319)
A regime il credito d’imposta per chi fa erogazioni liberali a favore della cultura e dello spettacolo

Credito d’imposta per la riqualificazione degli alberghi (320)
Spetta anche se la ristrutturazione aumenta la cubatura, comunque nel rispetto delle norme vigenti

Tax credit cinema (331-334)
Apportate numerose modifiche alla disciplina introdotta dalla legge 244/2007 (Finanziaria 2008)

Marina resort (365)
Resa stabile l’applicazione dell’Iva al 10% che la scorsa Stabilità aveva limitato al solo 2015

Tassa sulle unità da diporto (366)
Cancellato il tributo dovuto per il possesso di imbarcazioni e navi oltre i 14 metri di lunghezza

Tax free shopping (368)
Gli iscritti all’albo degli istituti di pagamento potranno effettuare i rimborsi Iva a cittadini extra Ue

Cessioni gratuite di beni (396)
Per quelli facilmente deperibili (alimenti), la comunicazione all’Amministrazione è facoltativa

Ripresa dei versamenti tributari sospesi a causa di eventi eccezionali (429)
Avviene, anche a rate mensili (non più di 18), dal mese successivo alla scadenza della sospensione

Zone franche in alcuni comuni della Lombardia colpiti dal sisma del maggio 2012 (445-453)
Nel 2016, agevolazioni per le microimprese con reddito sotto gli 80.000 euro e massimo 5 addetti

Sospensione di adempimenti e versamenti tributari a Lampedusa (599)
È prorogata di un altro anno, fino al 15 dicembre 2016

Credito d’imposta per negoziazione assistita (618)
Messo a regime il bonus pari al compenso, fino a 250 euro, corrisposto agli avvocati o agli arbitri

Iva sull’editoria digitale (637)
Estesa a tutti i prodotti del settore l’aliquota del 4%, già fissata per gli e-book

Deduzioni per spese non documentate per gli autotrasportatori (652)
Dal 2016 si applica un’unica misura per trasporti regionali e trasporti extraregionali

Rivalutazione quote e terreni (887-888)
L’operazione riguarda i beni posseduti al 1° gennaio 2016. Unica imposta sostitutiva dell’8%

Rivalutazione dei beni di impresa (889-897)
Sostitutiva del: 16% beni ammortizzabili, 12% non ammortizzabili, 10% saldo attivo di rivalutazione

Circolazione del contante (899-904)
– Sale a 3.000 euro il limite dal quale è vietato trasferire denaro contante o libretti al portatore
– Per il servizio di rimessa (money transfer), la soglia è fissata a mille euro
– Le Pa devono pagare gli emolumenti superiori a mille euro mediante strumenti telematici
– Obbligo per commercianti e professionisti di accettare pagamenti anche mediante carte di credito

Disciplina fiscale del settore agricolo (905-913)
– Innalzata al 15% l’imposta di registro sui trasferimenti di terreni agricoli
– Rideterminate le percentuali di compensazione Iva per le cessioni di latte fresco
– Incrementato il coefficiente di rivalutazione dei redditi agrari e dominicali
– Produzioni agro energetiche produttive di reddito agrario se contenute entro limiti predefiniti
– Agevolazioni per la piccola proprietà contadina estese ai proprietari di masi chiusi
– Agevolazioni per la piccola proprietà contadina estese a coniuge e parenti in linea retta

Dichiarazione precompilata (949-953 e 956-957)
– Ampliati i casi in cui l’Agenzia delle Entrate può eseguire controlli preventivi sulle dichiarazioni
– Niente sanzioni, nel primo anno, per i soggetti tenuti a inviare dati relativi a oneri e spese, in caso di lieve ritardo o di errata trasmissione, ininfluente sulla fruizione di detrazioni o deduzioni
– Modificati i requisiti dimensionali dei Caf per lo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale
– Per il 2016, niente spesometro per chi ha trasmesso i dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria

Detrazione per spese funebri (954-955)
Il beneficio spetta a prescindere da qualsiasi vincolo di parentela

Detrazione per spese universitarie (954-955)
Ogni anno, un DM stabilirà l’importo massimo agevolabile per le università private

Non residenti Schumacker (954)
Estensione della disciplina a tutti i contribuenti, anche quelli extracomunitari

Prestazioni sociosanitarie rese dalle cooperative (960-963)
Assoggettamento alla nuova aliquota Iva del 5%

Credito d’imposta per l’installazione in abitazioni di sistemi di videosorveglianza/allarme (982)
Spetta, per il 2016, alle sole persone fisiche (anche per contratti stipulati con istituti di vigilanza)

Incentivo per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo (984)
Spetta, sotto forma di sconto sul prezzo di vendita, agli studenti di conservatori e istituti pareggiati

Due per mille dell’Irpef a favore di associazioni culturali iscritte in un apposito elenco (985)
Nuova opzione presente già nella prossima dichiarazione dei redditi.

FONTE: fiscooggi.it




Agenzia delle Entrate. Raffica di nuovi modelli per il 2016

AgEntRaffica di nuovi modelli per il 2016. Nella giornata di ieri l’Agenzia delle Entrate ha diffuso, nell’ordine:

  • il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo dovuta in modo virtuale relativa agli atti e documenti emessi nell’anno precedente, nonché, in caso di rinunzia, per il periodo compreso tra il 1° gennaio al giorno da cui ha effetto la rinunzia. Il nuovo Modello, da utilizzarsi anche per esprimere la rinuncia all’autorizzazione in luogo dell’apposita comunicazione scritta all’ufficio territoriale competente, costituisce un aggiornamento di quello approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 14 novembre 2014 e consente di scomputare l’acconto effettivamente versato nell’anno di riferimento della dichiarazione sulle rate bimestrali e/o sull’acconto dovuto per l’anno successivo. Insieme al Modello sono state diffuse anche le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione;
  • le bozze dei modelli dichiarativi IVA/2016, IVA Base/2016 e del Modello IVA 74-bis unitamente alle istruzioni per la compilazione del Modello Comunicazione dati IVA. Grazie al restyling sono state recepite le novità normative in tema di reverse charge (inserite le operazioni relative al comparto edile e ai settori connessi, oltre alle operazioni del settore energetico per le quali dal 1° gennaio 2015 è previsto l’obbligo di assolvimento dell’IVA da parte dell’acquirente), di Split payment (inseriti righi specifici per esporre le operazioni effettuate nei confronti delle P.A. che sono tenute a versare direttamente all’erario l’IVA addebitata dai loro fornitori), di Dichiarazioni di intento (nuovo quadro VI che raccoglie i dati contenuti nelle dichiarazioni di intento ricevute);
  • il modello per le comunicazioni per i regimi tonnage tax, consolidato fiscale, trasparenza fiscale e opzione IRAP. Un unico modello per le comunicazioni dei quattro regimi che dovrà essere utilizzato dalle società che non possono comunicare l’opzione con il modello Unico, poiché sono nel primo anno di attività, oppure devono ricorrere a un diverso Modello Unico (ad esempio, società di persone e società di capitali) in ragione della forma societaria in essere nell’annualità precedente. Con il nuovo modello potranno essere comunicate le variazioni del gruppo di imprese che hanno aderito al regime della Tonnage tax, l’interruzione della tassazione di gruppo o il mancato rinnovo dell’opzione, la perdita di efficacia o la conferma dell’opzione per la trasparenza fiscale, l’opzione per la determinazione del valore della produzione netta ai fini IRAP.

FONTE: http://fiscopiu.it




Legge di Stabilità 2016: agevolazioni per il settore agricolo

AgriEliminazione dell’IMU e dell’Irap, 45 milioni per le macchine agricole.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge di Stabilità 2016; la manovra si aggirerà intorno a una cifra compresa tra i 27 e i 30 miliardi. Il valore definitivo dipenderà dal riconoscimento in sede europea di un margine di flessibilità pari allo 0,2 per cento del pil (circa 3 miliardi di euro), chiesto alla luce della crisi dei migranti. In generale, le misure riguardano vari settori di interesse, privato e non; particolare enfasi è data ad un settore sul quale il governo punta fortemente per la ripresa economica del Paese, ossia quello agricolo.
Le principali misure riguardano:
• cancellazione dell’IMU sui terreni agricoli;
• azzeramento Irap.

A queste si aggiungono altre misure che mirano a una semplificazione burocratica nel settore, gli investimenti totali ammontano a circa 800 milioni di euro. Per l’imu, le mancate entrate si aggireranno intorno ai 450 milioni, situazione affrontata dalla contabilità generale, mentre per la misura dell’Irap si prevedono mancate entrate per 250 milioni di euro, a fronte di nessuna azione di limitazione dell’Iva forfettaria e nessun aggravio d’imposta per le imprese che fatturano oltre 50 milioni di euro.
Misure minori – Agli interventi sopra enunciati se ne aggiungono altri che seppur di portata minore, assumono importanza rilevante ai fini della ripresa del settore, quali:
• finanziamento del fondo per le agevolazioni assicurative contro le calamità naturali con una previsione di investimento pari a 140 milioni di euro;
• fondo per il rinnovo delle macchine agricole pari a 45 mln di euro;
• aumento, per gli allevatori, della compensazione Iva dall 8,8% al 10%.
Misure già in essere – Accanto a queste misure previste dalla Legge di Stabilità 2016, è opportuno fare riferimento alla circolare attuativa del Ministero delle Politiche Agricole emessa in data 15 ottobre 2015, ai fini della praticabilità di quanto previsto dall’art 4 comma 1 del decreto ministeriale 13 Gennaio 2015 n° 272 (nell’ambito di quanto stabilito dal decreto Campolibero), ossia relativa al credito d’imposta del 40% per l’incentivazione alla creazione di rete d’impresa, ovvero lo svolgimento di nuove attività da parte di reti d’impresa già esistenti.

L’istanza per la concessione delle agevolazioni è presentabile, da parte dell’impresa capofila, dal 20 febbraio, fino al 28 dello stesso mese dell’anno successivo a quello in cui le spese sono state sostenute; la domanda va sottoscritta dal titolare, dal legale rappresentante o dal procuratore speciale dell’impresa, e inviata tramite indirizzo pec saq3ec.politicheagricole.gov.it.
Le spese oggetto dell’agevolazione riguardano i costi per:
• attività di consulenza e assistenza tecno-specialistica prestata da soggetti esterni all’aggregazione in rete;
• costituzione della rete;
• redazione del programma di rete e sviluppo del progetto;
• attività materiali per la costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili;
• acquisizione o miglioramento beni immobili;
• l’acquisto di materiali e attrezzature;
• tecnologie e strumentazione hardware e software funzionali al progetto di aggregazione in rete.

Le spese indicate devono essere regolarmente fatturate e quietanzate.

FONTE: http://www.fiscal-focus.it




Unico e Irap: modifiche ai modelli

UnicoCon Provvedimento del 30 aprile 2015, l’Agenzia delle Entrate comunica che sono state apportate alcune modifiche alle istruzioni dei modelli di dichiarazione Unico 2015-ENC, Unico 2015-SC, Unico 2015-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2015 e Irap 2015, che sono stati approvati con separati provvedimenti del 30 gennaio 2015 e alle relative specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati, approvate con separati provvedimenti del 16 febbraio 2015. Conseguentemente sono stati modificati i modelli di dichiarazione Unico 2015-ENC, Unico 2015-SC e Unico 2015-SP, approvati con separati provvedimenti del 30 gennaio 2015 e le istruzioni generali comuni ai modelli Unico 2015 delle società e degli enti.

Le modifiche alle istruzioni e ai modelli di dichiarazione si rendono necessarie per l’aggiornamento e la correzione di alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla loro pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Le modifiche apportate non ritoccano solamente le istruzioni alla compilazione dei modelli con modifiche a tabelle, dicitura colonne, numeri di riferimento, ma anche gli stessi modelli aggiungendo colonne che prima non erano state inserite. È ad esempio il caso della dichiarazione Unico 2015-ENC che, al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2015, vede riportare le seguenti modifiche:

– nel quadro RT del modello, nel rigo RT68, viene aggiunta la “colonna 1” e la colonna 2 viene denominata “Imposta rideterminata start up”;
– in corrispondenza del rigo RT92, viene aggiunta la “colonna 2”;
– nel titolo del rigo RT104, le parole “RN32, col, 4” sono sostituite con le parole “RN26, col. 2 e/o PN8”.

Le istruzioni generali comuni ai modelli Unico 2015 delle società e degli enti risultano piene di refusi: alla pagina 14, infatti, in corrispondenza della prima tabella, le parole “17 novembre” sono sostituite con le parole “16 novembre”. Il Provvedimento con una sola frase corregge la suddetta data che è stata ripetutamente evidenziata nelle 17 pagine. Ma non basta, gli stessi periodi d’imposta sembra non siano stati riportati correttamente in vari punti: alla pagina 142 delle istruzioni al modello di dichiarazione Unico 2015 – ENC nel periodo “ATTENZIONE: per agevolare la compilazione del quadro, la numerazione delle sezioni e dei righi è identica in tutti i modelli UNICO 2014 e la stessa non è consecutiva” la parola “2014” è sostituita con la parola “2015”.

Questi sono solo alcuni dei casi in cui sono state apportate modifiche alle istruzioni dei modelli di dichiarazione Unico 2015-ENC, Unico 2015-SC, Unico 2015- SP, Consolidato nazionale e mondiale 2015, Irap 2015 e alle istruzioni generali comuni ai modelli Unico 2015 delle società e degli enti, nonché ai modelli di dichiarazione Unico 2015-ENC, Unico 2015-SC e Unico 2015-SP, approvati con separati provvedimenti del 30 gennaio 2015.

Il Provvedimento, che fa un elenco di modifiche in ben 17 pagine, ritocca anche alcuni punti delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli Unico 2015-ENC, Unico 2015-SC, Unico 2015-SP, Consolidato nazionale e mondiale 2015 e Irap 2015, approvate con separati provvedimenti del 16 febbraio 2015.

FONTE: fiscal-focus.info




Telefisco 2015: i chiarimenti dell’Agenzia

Telefisco-2015Molte le novità apportate dalla Legge di stabilità 2015, L. 190/2014 e dai decreti di fine 2014 in materia tributaria, dunque molti i temi trattati in occasione di Telefisco 2015: appuntamento annuale in cui la stampa specializzata incontra i professionisti e i funzionari dell’Agenzia delle Entrate.

Di seguito riportiamo i principali chiarimenti forniti dall’Amministrazione Finanziaria.

Split payment – L’Amministrazione Finanziaria ha confermato l’interpretazione che esclude dall’applicazione dello split payment i compensi erogati ai professionisti soggetti a ritenuta a titolo di acconto.
Anche a parere dell’Amministrazione Finanziaria la volontà del Legislatore è quella di escludere dal meccanismo dello split payment i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di acconto.

Comunicazione black list – Nel corso di Telefisco 2015 è stato chiesto all’Amministrazione Finanziaria se il nuovo limite di esonero di 10.000,00 possa essere applicato per le operazioni poste in essere con tutte le controparti paradisiache residenti o localizzate in un determinato Stato. La risposta è stata negativa. Si è richiamato quanto espresso con la C.M. 31/E/2014, quindi il riferimento è al complesso delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi c.d. black list.

Patent box – È stato chiarito che per usufruire dell’agevolazione in caso di cessione degli intagibles si dovrà reinvestire il 90% del corrispettivo ottenuto e non della plusvalenza realizzata.

Regime forfettario – In relazione al nuovo regime forfettario, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per la verifica del superamento del limite dei ricavi sarà necessario considerare anche le cessioni all’esportazione verso la Repubblica di San Marino e la Città del Vaticano, mentre il contribuente che nel 2014 operava con il “vecchio” regime dei minimi dovrà utilizzare il criterio di cassa.

Novità Irap – La deduzione integrale del costo del personale, assunto a tempo determinato, non vale anche per i lavoratori impiegati all’estero. L’Agenzia ha chiarito che non dovrebbe trovare applicazione in tal caso. Tra l’altro anche la deduzione per contributi assistenziali e previdenziali non è riconosciuta rispetto ai contributi per dipendenti impiegati all’estero (C.M. 19.11.2007, n. 61/E).

Credito d’imposta del 10% per contribuenti sprovvisti di forza lavoro – Il comma 21 della L. di stabilità 2015 introduce, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, (dal 2015 per i soggetti solari), per i soggetti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, un credito d’imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dall’anno di presentazione della corrispondente dichiarazione, pari al 10% dell’imposta lorda, determinata secondo le disposizioni del Decreto IRAP. Tale credito d’imposta IRAP genera una sopravvenienza attiva tassabile. L’Agenzia ha chiarito che ogni volta che il legislatore ha inteso escludere da imposizione una voce, lo ha fatto in modo esplicito. In questo caso non esistono norme specifiche che ne consentano la detassazione. Quindi, adottando un approccio interpretativo letterale, il credito sconta imposta, rappresentando una sopravvenienza attiva che, in quanto tale, risulta rilevante (ex art. 88 del Tuir), dato che non è disposto diversamente.
Per i lavoratori autonomi non rileva, invece, la sopravvenienza, in quanto gli artt.53 e 54 del Tuir non contemplano tali proventi come facenti parte della base imponibile.

Ravvedimento operoso – Per quanto riguarda il ravvedimento operoso, il chiarimento più importante riguarda la possibilità di fruire delle nuove riduzioni anche per le violazioni, commesse prima del 1° gennaio 2015, che in base alle nuove norme soddisfano ancora i requisiti per poter accedere al ravvedimento.

Voluntary disclosure – Raddoppio dei termini di accertamento – Ci si è chiesti se si debba applicare il raddoppio dei termini dell’accertamento, in caso di detenzione di attività in Paesi black list. L’Agenzia ha chiarito che è prassi consolidata considerare in caso di detenzione di attività finanziarie e investimenti in un Paese black list, operante la presunzioneiuris tantum di cui all’art.12 D.L. 78/2009, secondo cui tali attività si presumono costituite mediante redditi sottratti a tassazione – concetto applicabile in tutti i casi in esso contemplati.
Il comma 2-bis prevede che i termini di accertamento operato sulla base di tale presunzione vengano raddoppiati.
I commi 2 e 2-bis dell’art.12 hanno carattere procedimentale, quindi sono applicabili a tutti i periodi di imposta ancora accertabili (ex artt. 57 co. 3, D.P.R. 633/72 e art. c.1 e 2 D.P.R. 600/73), alla data di entrata in vigore del D.L. 78/2009.
Dunque:
in caso di raddoppio dei termini e presunzione ex art.12 – e la violazione sia l’infedele dichiarazione, gli anni regolarizzabili vanno dal 2006 al 2013, nella VD effettuata nel 2015; se la violazione è l’omessa dichiarazione, gli anni regolarizzabili vanno dal 2004 al 2013, nella VD effettuata nel 2015;
in caso non vi sia il raddoppio dei termini e presunzione ex art.12 – e la violazione sia l’omessa dichiarazione, e la violazione sia l’infedele dichiarazione, gli anni regolarizzabili vanno dal 2006 al 2013, nella VD effettuata nel 2015; se la violazione è l’omessa dichiarazione, gli anni regolarizzabili vanno dal 2004 al 2013, nella VD effettuata nel 2015.

Soggetti collegati – Chi sono i soggetti collegati contemplati dal modulo ministeriale della VOLUNTARY DISCLOSURE? L’Agenzia ha chiarito che essi sono tutti quei soggetti che hanno una posizione rilevante di collegamento:
– o con le somme (attività finanziarie e patrimoniali) detenute all’estero, oggetto di emersione (es. i cointestatari, legati o coloro che hanno alimentato la provvista finanziaria);
– o con i redditi oggetto di irregolarità – voluntary nazionale – (es. soci di società di persone o trasparenti).

Società in perdita sistematica – L’Amministrazione Finanziaria è tornata a ribadire che le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni in tema di società in perdita sistematica trovano applicazione solo a decorrere dall’anno 2014, come già chiarito con la Circolare 31/E del 2014. Non sarà quindi possibile beneficiare retroattivamente del nuovo periodo di osservazione quinquennale nelle annualità 2012 e 2013.

Redditometro – Toccato anche il redditometro tra gli argomenti posti all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate. Anche in questa occasione i tecnici delle Entrate hanno confermato la possibilità per il contribuente di fornire la prova che le spese contestate dall’Amministrazione Finanziaria sono state sostenute (in tutto o in parte) con risparmi di annualità precedenti.

FONTE: fiscal-focus.info




Irap: dal 2015 l’opzione va in dichiarazione

IRAPCon l’introduzione dell’art. 16 del D.Lgs. 175/2014 è stata modificata la modalità di esercizio di alcuni regimi opzionali tra i quali emerge quello dell’opzione IRAP. Società di persone e imprese individuali, se in regime di contabilità ordinaria hanno la possibilità di scegliere di determinare la base imponibile, non più con il metodo fiscale, ma con quello “da bilancio” come avviene per le società di capitali.

I contribuenti, pertanto, che intendono optare per la determinazione del valore di produzione con la modalità da bilancio dal periodo d’imposta 2015, lo potranno fare direttamente in dichiarazione, come riportato nella bozza messa a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La scelta che potrà essere quindi effettuata a fine settembre prossimo riconoscerà il regime adottato per il triennio 2015-2017.

Fino a quest’anno l’opzione doveva, invece, essere riportata su un apposito modello, presentato in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta per cui si voleva aderire al regime.
L’opzione che vale per tre periodi d’imposta è irrevocabile e vincola alla tenuta del regime di contabilità ordinaria. Al termine dei tre anni, si intende tacitamente rinnovata, sempreché non si eserciti la revoca dell’opzione.

La scelta del regime –
Per la scelta bisogna procedere con alcune valutazioni di merito, analizzando le caratteristiche del reddito d’impresa, tenendo conto delle novità fiscali e su cosa ad esempio è deducibile ai fini IRPEF.

In ogni caso è utile ribadire che:
• mentre le società di capitali determinano il valore della produzione come differenza tra valore e costi della produzione in base al conto economico dell’esercizio (articolo 2425 del codice civile, lettere A e B), escludendo i costi per il personale, le svalutazioni dei beni immobili e dei crediti, gli accantonamenti per rischi e altri accantonamenti;
• i soggetti IRPEF titolari di reddito d’impresa determinano il valore della produzione con il metodo fiscale, in base a quanto previsto dall’articolo 5 bis, comma 1, del D.Lgs. n. 446/97.

Dove va indicata l’opzione
– Nella bozza di modello Irap, pertanto, tenendo conto delle nuove modalità di esercizio dell’opzione, viene riservato nella sezione VII del quadro IS il rigo IS35, che contiene due caselle dedicate all’opzione e alla successiva revoca.

Il nuovo modello – Il nuovo modello è, inoltre, rivisitato all’insegna della semplificazione. A partire dal frontespizio, che, nella sua nuova versione, non riporta più nella sezione dedicata ai
dati del contribuente i campi relativi alla residenza e alla sede legale. In esso sono contenute interessanti novità in tema di agevolazioni e semplificazioni, quali:
la deduzione fino a 15mila euro per dipendente, del costo sostenuto in caso di assunzioni a tempo indeterminato che vanno a incrementare la base occupazionale;
la deduzione forfetaria per ogni dipendente a tempo indeterminato. Lo sconto “base” passa da 4.600 a 7.500 euro ovvero, per le donne e i lavoratori con meno di 35 anni, da 10.600 a 13.500 euro. Invece, la deduzione “maggiorata” per le assunzioni nel sud Italia è incrementata da 9.200 euro a 15mila euro (per donne e lavoratori under 35, si sale da 15.200 a 21mila euro);
la deduzione forfetaria graduata in funzione della base imponibile che ora, quando questa non supera 181mila euro, spetta nella misura di 8mila euro (prima era di 7.350 euro);
la possibilità di trasformare l’eccedenza di deduzione dell’Ace evidenziata nel modello Unico in credito d’imposta utilizzabile, ai fini Irap, in cinque quote annuali di pari importo.

FONTE: fiscal-focus.info




Modello Irap 2015: bozza on-line

IRAPDal prossimo anno, l’opzione per i soggetti IRPEF in ordinaria, per la determinazione della base imponibile con le regole Ires, va esercitata direttamente in dichiarazione

Fa il suo debutto on-line, dopo il 730, il modello della dichiarazione “Irap 2015” (e relative istruzioni), con novità in tema di agevolazioni e semplificazioni.

Le nuove deduzioni – È prevista la deduzione, fino a 15.000 euro per dipendente, del costo sostenuto in caso di assunzioni a tempo indeterminato che vanno a incrementare la base occupazionale. L’agevolazione vale per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione e per i due successivi.
Viene incrementata, poi, la deduzione forfetaria per ogni dipendente a tempo indeterminato.
La deduzione “base” passa da 4.600 a 7.500 euro ovvero, per le donne e i lavoratori con meno di 35 anni, da 10.600 a 13.500 euro.
Invece, la deduzione “maggiorata” per le assunzioni nel sud Italia è incrementata da 9.200 euro a 15.000 euro (per donne e lavoratori under 35 si sale da 15.200 a 21mila euro).
Ritocco anche per la deduzione forfetaria graduata in funzione della base imponibile che ora, quando questa non supera 181.000 euro, spetta nella misura di 8.000 euro (in precedenza ammontava a 7.350 euro).

L’eccedenza ACE –
Altra novità da segnalare è la possibilità di trasformare l’eccedenza Ace, evidenziata nel modello Unico, in credito d’imposta utilizzabile, ai fini Irap, in cinque quote annuali di pari importo.
Ricordiamo che l’Ace, introdotta dal decreto “salva-Italia” (articolo 1, comma 7, D.L. 201/2011), consiste in una detassazione ai fini delle imposte sui redditi in funzione dei nuovi apporti di capitali a favore dell’azienda. Il “decreto competitività” (D.L. 91/2014) è intervenuto sulla disciplina, consentendo di convertire le eccedenze non utilizzate in un credito d’imposta ai fini Irap (fino al 2013, invece, l’eccedenza veniva riportata automaticamente negli esercizi successivi, per essere utilizzata in deduzione del reddito imponibile).
L’intervento migliorativo della disciplina Ace, contenuto nell’art.19 del D.L. 91/2014, conv. in L. n. 116, pubblicata il 20 agosto 2014 sulla “Gazzetta Ufficiale”, riguarda tutte le società di persone e di capitali.
Per consentire alle imprese l’utilizzo dell’incentivo anche in esercizi in perdita fiscale (o comunque con redditi imponibili incapienti rispetto alla deduzione spettante), si stabilisce la facoltà di convertire le eccedenze di Ace inutilizzate in crediti di imposta.
Anziché riportarle a nuovo, le società potranno cioè trasformare le eccedenze di Ace in crediti d’imposta, applicando le vigenti aliquote Ires (27,5%) o Irpef (scaglioni previsti dall’articolo 11 del Tuir).
I crediti si utilizzeranno, previa ripartizione in cinque quote annuali, per il pagamento dell’Irap.
A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, quindi, i contribuenti che presenteranno un’eccedenza Ace inutilizzabile per incapienza del reddito imponibile, potranno decidere di convertirla in credito d’imposta e di portarla a riduzione dell’Irap dovuta.
Detta facoltà si aggiunge all’unica possibilità finora ammessa in caso di eccedenze Ace, cioè quella del riporto delle stesse a riduzione delle basi imponibili Irpef o Ires degli esercizi successivi, senza limiti temporali.
Il nuovo credito d’imposta deve essere calcolato in base all’aliquota Ires o a quelle Irpef per scaglioni, tenuto conto della tipologia di contribuente interessato. L’eccedenza Ace non potrà, però, essere usufruita per intero e in una sola volta: la stessa, infatti, una volta convertita in credito d’imposta, dovrà essere suddivisa e utilizzata in cinque quote annuali di pari importo.
Le conseguenze di tale modifica, per i soggetti solari, si esplicheranno, per la prima volta, in sede di versamento delle imposte relative al 2014, vale a dire nel mese di giugno del prossimo anno (2015).
La scelta tra le due alternative (utilizzo a riduzione del reddito imponibile II.DD. ovvero conversione in credito d’imposta ai fini Irap), dovrà tener conto delle prospettive di ogni singolo contribuente sull’importo delle future basi imponibili Ires o Irpef e delle imposte dovute ai fini Irap, per un periodo pari ad almeno un quinquennio successivo alla scelta.
Ad esempio, una S.r.l. che nel modello Unico 2015 evidenzia eccedenze di deduzioni Ace per 100.000 euro potrà convertirle in un credito di 27.500 euro, da impiegare, 5500 euro all’anno (dal 2015 al 2019), a detrazione dell’Irap.

L’opzione per il calcolo con le regole IRES – Infine, fra le semplificazioni, si segnala la possibilità, per le società di persone e le imprese individuali in regime di contabilità ordinaria, di effettuare l’opzione per la determinazione del valore della produzione netta, secondo le regole previste per le società di capitali e gli enti commerciali (articolo 5-bis, comma 2, D.Lgs. 446/1997), direttamente in dichiarazione e non più tramite apposita comunicazione, da presentare entro 60 giorni dall’inizio del periodo d’imposta per il quale si effettua la scelta.

Frontespizio semplificato
– Sarà, inoltre, più veloce compilare il frontespizio grazie alla eliminazione, nella sezione dei dati del contribuente, dei campi relativi alla residenza anagrafica (per le persone fisiche) e alla sede legale (per gli altri soggetti), ovvero, se diverso, al domicilio fiscale.

FONTE: fiscal-focus.info




L. stabilità. Longobardi (Unimpresa), taglio Irap non sia coperto da nuove tasse

Arcobaleno Unimpresa“L’eventuale riduzione dell’Irap, con l’eliminazione della componente lavoro dalla base imponibile, è una buona notizia. Su un aspetto, tuttavia, vogliamo essere chiari: la copertura finanziaria per questo sgravio Irap non va cercata con l’introduzione di nuove tasse o con l’inasprimento di tributi già esistenti”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, commentando le misure che potrebbero essere inserite nella legge di stabilità. “I giochi delle tre carte non ci piacciono e sarebbe grave se il governo di Matteo Renzi intendesse prendere in giro le imprese italiane che hanno bisogno di sostegni veri e concreti per sperare nel futuro” aggiunge Longobardi.