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Fisco. Unimpresa, col 730 precompilato rischi di errori e complicazioni al debutto

logo caf unimpresa srl scontornato + bianco Slide HomeL’allarme dei 900 Caf dell’associazione: niente semplificazione, valanga di ricorsi e contenziosi.

Rischio di file, complicazioni burocratiche ed errori a raffica con il nuovo 730 precompilato che vedrà la luce il 15 aprile. Il debutto della nuova dichiarazione dei redditi, in parte già predisposta dall’amministrazione finanziaria e scaricabile dai cosiddetti cassetti fiscali dei contribuenti, potrebbe essere accompagnato, al primo anno di entrata in vigore, da un enorme caos. Col risultato che, invece di semplificare la relazione tra cittadino e fisco, si potrebbero creare i presupposti per una lunga lista di ricorsi e contenziosi tributari. Così Unimpresa, sulla base di una consultazione attraverso la sua rete di 900 Centri di assistenza fiscale sparsa su tutto il territorio nazionale. I responsabili dei Caf, in particolare, osservano che, allo stato, scaricare da internet il modello precompilato rappresenta un onere aggiuntivo sia per le persone che sceglieranno il fai-da-te sia per i Centri di assistenza fiscale che verranno delegati a eseguire questo adempimento.

Altro problema sono i dati bancari: al momento, infatti, non è ancora stato creato un sistema volto a reperire con semplicità e rapidità i dati relativi ai conti correnti e alle posizioni finanziarie dei contribuenti, da aggiungere alla dichiarazione dei redditi. Poi c’è la questione delle spese mediche e di quelle relative alle ristrutturazioni edilizie, che rappresentano, solitamente, la voce più significative degli oneri portati in detrazione dai cittadini: i dati sanitari e le fatture pagate alle imprese di costruzione, almeno per quest’anno, non saranno automaticamente inseriti nel modello precompilato e predisposto dall’agenzia delle Entrate. Senza dimenticare l’obbligo di verificare le informazioni relative alle proprietà immobiliari e quelle sui familiari a carico.

Il quadro, al momento, lascia intravedere una situazione assai confusa. Il pericolo maggiore è quello di errori e omissioni – nell’inserimento oltre che nella correzione delle informazioni aggiuntive – che potrebbero aprire le porte a contenziosi e ricorsi tra i contribuenti e l’amministrazione fiscale: l’esatto contrario dell’obiettivo perseguito dal governo con il varo della nuova dichiarazione dei redditi.

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