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Export. Unimpresa: agricoltura e fashion, opportunità per pmi italiane in Cina

Arcobaleno UnimpresaA Milano il convegno dell’associazione  per illustrare le iniziative volte a favorire il dialogo delle piccole e medie imprese del nostro Paese con la provincia di Hainan, in via di grande sviluppo dal settore alimentare al turismo e al commercio. Siglati due accordi: uno tra Unimpresa e il Dipartimento del Commercio della provincia di Hainan; un altro tra Unimpresa, l’Università di Udine e la Hainan Accademy agriculture science. 

Dall’agricoltura all’alimentare, dal settore medicale-farmaceutico alla nautica. E ancora: dal fashion e moda all’artigianato, dai componenti d’arredo fino alla nautica. Nuove opportunità in Cina per le micro, piccole e medie imprese italiane. Grazie a un progetto realizzato da Unimpresa, che ha stretto una serie di accordi con le istituzioni della provincia di Hainan, insieme di arcipelaghi a Sud-Est della Cina, meta del turismo e considerata le Hawaii orientali. Il progetto è volto a creare un canale diretto di dialogo fra le pmi del nostro Paese e i grandi gruppi dell’arcipelago cinese, in vista del decollo del turismo e del commercio. L’intera strategia viene illustrata, agli imprenditori oltre che alle istituzioni italiane e cinesi, oggi  a Milano nella sala Pirelli del Consiglio della regione Lombardia durante la conferenza “Sviluppo e valorizzazione dell’agricoltura e degli alimenti nella Provincia cinese di Hainan”.

Opportunità di sviluppo per le pmi italiane, dunque, nella ricca provincia cinese. Situata alla latitudine tropicale ai confini sud della Cina, Hainan rappresenta una destinazione da sogno per il turismo cinese e internazionale per il suo clima nonché le sue spiagge da paradiso tropicale. La regione comprende l’isola principale e i tre arcipelaghi di Xisha, Zhongsha e Nansha. Questo progetto – che mira a promuovere l’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese italiane – ha come obiettivo specifico l’espansione delle relazioni commerciali con la provincia di Hainan. Situata alla latitudine tropicale ai confini sud della Cina, Hainan rappresenta una meta da sogno per il turismo cinese e internazionale per il suo clima e le sue spiagge da paradiso tropicale. La regione comprende l’isola principale (la più grande della Cina dopo Taiwan) e i tre arcipelaghi di Xisha, Zhongsha e Nansha. L’intera provincia occupa un’area di 35.000 chilometri quadrati e ha un’estensione marina di 2 milioni di chilometri quadrati.

Il governo centrale cinese vuole trasformare Hainan in una destinazione per il turismo internazionale e off shore duty free nonché farla diventare provincia modello per la qualità della vita, inclusa l’alimentazione. In particolare la provincia di Hainan, attraverso i suoi organi istituzionali, ha creato una serie di sgravi amministrativi e di semplificazioni per attrarre investimenti e interesse nei due nuovi paradisi di Sanya (per turismo e agricoltura) e Haikou (per shopping e business). L’isola principale è da anni meta di investimenti nel settore immobiliare (destinazione da sogno per la seconda casa della nascente classe borghese delle grandi città della Cina continentale), alberghiero (oltre 20 resort a 5 e più stelle), decine di centri commerciali attivi (con una superficie di 18.000 metri quadrati) e altrettanti in fase di realizzazione, per soddisfare i flussi turistici che durano tutto l’anno grazie al clima tropicale. Secondo le stime delle istituzioni cinesi, la provincia di Hainan è visitata in media da circa 30 milioni di turisti all’anno, con un trend in deciso aumento e un crescente numero di turisti internazionali. Oltre alle attrazioni naturali, Hainan, come la Florida, ospita una base di lancio spaziale (Wenchang) che come Cape Canaveral sta creando un indotto dedicato al turismo familiare in previsione dei frequenti lanci che avverranno nei prossimi anni.

Ai milioni di turisti dell’arcipelago gli operatori locali intendono vendere anche molti prodotti made in Italy: si aprono così significative opportunità di business per le pmi italiane che potranno aumentare la produzione e incrementare quindi il fatturato, con ricadute positive anche per l’occupazione. Solo per l’approvvigionamento iniziale degli shopping center è stimabile un giro d’affari per le aziende italiane coinvolte nell’iniziativa, in termini di nuovi ordinativi, superiore a 10 milioni di euro, destinati a crescere e a incrementare il fatturato dell’export del nostro Paese.

All’evento hanno partecipato: Fabrizio Cecchetti, vicepresidente Consiglio regionale Lombardia; Angelo Ciocca, presidente Commissione Attività Produttive e Occupazione regione Lombardia; Wang Hongliang, Deputy Director-General Dipartimento Agricoltura Provincia di Hainan; LI Guoliang, vicegovernatore della Provincia di Hainan; Nio Dun, ambasciatore cinese presso la Fao ed ex viceministro dell’Agricoltura in Cina; Giuseppe Capuano, economista ed esperto di pmi,  dell’Ufficio di Gabinetto del ministero per lo Sviluppo economico; Elisabetta Falchi, assessore dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale, della regione Sardegna; Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa. Tra gli interventi, quelli di: Hainan Accademy of Agriculture Science; Hainan Nanguo Foods Co. Ltd; Hainan Yongji Chicken Co. Ltd; Gong spa; Attrezzature Zootecniche Grazioli-Remacs srl Macchinari Agricoli; Impresa Sardegna. Durante i lavori sono stati sottoscritti due accordi di collaborazione: tra Unimpresa e il Dipartimento del Commercio della provincia di Hainan; tra Unimpresa, l’Università di Udine e la Hainan Accademy agriculture science.

“Siamo orgogliosi di queste iniziative, frutto di un eccellente lavoro di squadra dell’associazione: cerchiamo di dare un aiuto concreto alle nostre pmi, che rappresentano l’ossatura dell’economia italiana, creando un sostegno alla ripresa con la speranza di realizzare anche nuova occupazione” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “Finora abbiamo assistito, con la delocalizzazione, a imprese italiane che sono andate in Cina, o più in generale all’estero, a fare investimenti anche per siti produttivi. Stavolta invertiamo la tendenza: con questo progetto portiamo in Italia denaro cinese e si tratta di flussi finanziari che possono creare sviluppo e lavoro dentro i nostri confini” aggiunge Longobardi.

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